- Ragazza interrotta-
Forse e' possibile. Ricominciare. Da dove mi avevano interrotta.
Il peso della violenza, il sopruso, la calunnia e ancora, a sprazzi, la rabbia, il dolore e l'impotenza. Gli incubi,si', ma semnpre piu' sfumati e rari. Il bisogno di giustizia, si', ma ora piu' sereno e consapevole. Del fatto che forse ho gia' vinto o potro' comunque vincere: ritrovando me stessa, anzi forse scoprendo una me stessa nuova. Non piu' confusa da tutte le voci esterne in questi anni forti, implacabili e quasi sempre menzognere. E neanche schiava di quel bisogno maledetto di "dimostrare" che forse ha occupato gran parte della mia vita.
Dimostrare la testa, dapprima, nella sua precocita'. E poi lo spirito, in temi di suore e tensioni mistiche. E poi l'aspetto, per tutta l'adolescenza protratta e interminabile. Dimostrare prima che potevo essere migliore degli altri e poi, dopo il tracollo, che in fondo non ero cosi' peggiore. Cosi' nell'andare tortuoso degli anni, ogni giorno, con immensa fatica.
Ma se vivere fosse piu' facile? Quel lasciarsi vivere, leggero e senza sforzo dei miei giorni di prigionia (unica nota positiva, perche' c'e' sempre un po' di luce in ogni abisso) mi torna alla mente,a volte con nostalgia. E vorrei poterlo realizzare anche da libera, costruendo da me stessa tempi, spazi, ritmi e una strada che forse prima non ho mai davvero cercato o saputo intravvedere.
E poi vorrei che chi mi ha lasciata mi fosse accanto, ora, per dirmi ancora una volta quelle ultime parole. Di speranza e incitamento, di sicurezza profonda, quella di chi ti ha conosciuto cosi' bene che non puo' sbagliarsi. Perche' ha visto persino oltre cio' che io stessa vedevo. Io rinnovo la mia promessa e non mollo.
E mi cerco, piu' "bella" e migliore di come lui mi ha amata e di certo mi vorrebbe. Perche' possano essere ancora altri ad amarmi in quel modo o soltanto un po'.
Ma anche se questo non fosse piu' possibile, voglio trovarmi piu' simile a cio' che sono davvero,per me soltanto finalmente e non per altri.
(E grazie a una nuova amica, ancora da scoprire; a un amico di sempre con le sue assenze, i sui vai-e-vieni ma anche il suo affetto indubitabile; alle mie tele da ricamo; ai libri di adesso e a quelli che verranno; alle lingue straniere che mi quietano e aprono la mente; al sole di primavera; a una donna di gran classe e intelligenza, sorpresa preziosa per ricordare e piangere insieme; al libro che dovrebbe nascere e ha una gestazione ancora perigliosa e incerta, di infiniti rimandi; alle mie incursioni nel regno del disagio , al mio matto preferito e gli altri ultimi di grande bellezza ed intensita'; anche a questi dieci kili di troppo e a questo mio viso che non riconosco, segnato dal tempo del dolore, che ancora certi giorni detesto... perche' magari imparero' a guardare oltre la forma)




